Cosa sta succedendo negli Usa?
Ieri, intorno alle 12.10 ora locale, l'attivista e influencer conservatore Charlie Kirk è stato ucciso mentre teneva un convegno all'aperto alla Utah Valley University ad Orem. L'omicida, non ancora catturato ma braccato da polizia ed FBI, sarebbe un cecchino, visto e filmato da alcuni studenti mentre era appostato sul tetto di un edificio adiacente al piazzale dove si stava tenendo il convegno.
CHI ERA CHARLIE KIRK
IL CONTESTO POLITICO
Sebbene non sia ancora stato trovato l'omicida e non si conosca il movente, sembra chiaro il quadro che può aver spinto ad un gesto tanto efferato e plateale. Trump, dopo aver porto le proprie condoglianze, ha subito attaccato "Questo genere di retorica è direttamente responsabile per il terrorismo che stiamo vedendo nel nostro paese ora e deve cessare ora".
Proprio Trump, poco più di un anno fa, aveva subito un attacco con una dinamica molto simile durante un comizio all'aperto in Penssylvania, quando un cecchino aveva sparato per ucciderlo dal tetto di un edificio, ferendolo ad un orecchio ed uccidendo uno dei partecipanti al comizio.
Come detto in precedenza, l'attivista era uno degli influencer più vicini al presidente e veniva considerato come il collante tra il mondo conservatore ed i giovani americani. Giovani che, secondo un recente sondaggio del Pew Research Center, sarebbero la categoria di votanti che più ha perso fiducia nell'attuale amministrazione dal giorno delle elezioni ad oggi. In generale, poi, il 60% degli statunitensi, nello stesso sondaggio, si è considerata infelice della gestione attuale del proprio paese.
In effetti, tra politiche aggressive sul commercio, soprattutto in fatto di dazi, e sull'immigrazione, interferenze continue nello scenario geopolitico internazionale anche dirette, come in Iran, scontri continui con la Federal Reserve e con il mondo universitario, tagli all'amministrazione pubblica, utilizzo marcato della guardia nazionale nelle città e scandali vari, il presidente Usa sembra aver perso decisamente terreno rispetto ad un anno fa, quando batté, con deciso vantaggio, i democratici nella corsa alla Casa Bianca. Soprattutto, sembra aver perso l'appoggio di gran parte del mondo non conservatore che aveva propeso per lui con indecisione ma dandogli fiducia, come, appunto, i giovani, ma anche le minoranze etniche.
Il risultato è, sicuramente, un paese spaccato in due, che nutre molto risentimento per i prezzi maggiori sui beni importati, per i tagli all'università, alla scuola, alla ricerca ed alla sanità operati da Trump nell'ambito del "big beautiful deal", la manovra finanziaria approvata qualche settimana fa dal Congresso con il voto decisivo del vicepresidente Vance.
Nell'ambito di questa considerazione, l'omicidio, con molta probabilità, politico di Charlie Kirk sembra essere l'ennesimo sintomo di questo clima di esasperazione, che sta sempre più sfociando in violenza in un paese dove comprare un arma sembra sempre più facile. In più, per quanto detto prima sui tagli alla spesa, proprio il luogo dell'omicidio sembra poter essere un segnale: un università pubblica.
LO SCENARIO FUTURO
Per quanto riguarda il futuro più prossimo, dobbiamo aspettare che l'FBI catturi, si spera, l'assassino e faccia chiarezza sul movente effettivo.
Nel medio periodo, però, non c'è da dimenticare che tra marzo e aprile del 2026 negli Usa si terranno le elezioni di mid-term, ovvero quelle che porteranno gli americani alle urne per rinnovare tutti i seggi della Camera dei Rappresentanti, un terzo di quelli del Senato e la maggior parte delle cariche esecutive dei singoli stati federati (partendo dai governatori). Un evento che può portare ad un vero e proprio ribaltamento degli equilibri politici, come spesso è accaduto. In quest'ottica, la situazione si fa ancor più tagliente e difficile, tanto per Trump, da una parte, quanto per la situazione di tensione che già esiste e che potrebbe amplificarsi nei prossimi mesi.
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