"Avatar fuoco e cenere è il più completo della saga" di Francesco Torchio


Di Francesco Torchio

Il terzo capitolo della saga creata da James Cameron è il lungometraggio più completo dei tre. Il film riprende esattamente da dove eravamo rimasti con il secondo capitolo: la famiglia Sully ancora segnata dalla profonda perdita, mentre gli umani sono determinati a portare a termine la loro missione a qualunque costo. A questa scacchiera già vista nei precedenti capitoli si aggiunge la Tribù della Cenere, capeggiata dalla feroce Varang.
Dal punto di vista visivo ci troviamo non solo davanti al capitolo più spettacolare della saga, ma forse a una delle cose migliori mai viste sul grande schermo. L’immersione all’interno di Pandora raggiunge livelli mai visti e ogni fotogramma è un vero e proprio quadro, grazie a un uso dei colori straordinario e a effetti visivi utilizzati magistralmente. James Cameron si conferma ancora una volta un maestro dietro la macchina da presa, capace di gestire ogni momento con precisione, soprattutto nelle scene di battaglia, dove una molteplicità di personaggi riempie lo schermo senza mai compromettere la chiarezza dell’azione.
Il passo in avanti più netto, però, riguarda la storia: più complessa e stratificata rispetto ai capitoli precedenti, anche grazie a una maggiore attenzione alla caratterizzazione dei personaggi e ai loro rapporti. Non si tratta di un film perfetto: i difetti sono presenti e riguardano principalmente una gestione del tempo non ottimale, con una prima parte eccessivamente lenta seguita da un epilogo troppo sbrigativo, oltre a una sensazione di già visto in alcune sequenze che richiamano i capitoli precedenti.
Avatar: Fuoco e Cenere è cinema con la c maiuscola, da vedere nella miglior sala possibile. Non tutto funziona alla perfezione, ma sono difetti su cui si passa facilmente sopra quando ci si trova di fronte a un’opera così monumentale.