Un film per non dimenticare
La zona d’interesse Di Francesco Torchio Una famiglia vive le proprie giornate con apparente spensieratezza, tra lavoro, faccende domestiche e qualche avventura fuori porta. Peccato che il padre della famiglia sia Rudolf Höss, comandante del campo di Auschwitz, e che la loro casa si trovi a pochi passi dall’ingresso del campo stesso. Il film richiama il concetto di banalità del male, introdotto dalla scrittrice e filosofa Hannah Arendt quando, nel 1961, fu chiamata a partecipare al processo contro Adolf Eichmann. Eichmann era un funzionario nazista che, secondo la Arendt, non poteva essere definito perverso o particolarmente violento: si trattava piuttosto di un uomo ordinario, quasi noioso, che aveva semplicemente svolto il compito assegnatogli senza preoccuparsi delle conseguenze. La difficile domanda a cui questo concetto cerca di rispondere è quindi la seguente: l’indifferenza può essere considerata una forma di malvagità? Per il regista Jonathan Glazer la risposta è un...